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19th of October 2018

Scienze



La prima immagine da Tess, il cacciatore di pianeti Nasa

È arrivata la prima immagine del cielo catturata dal nuovo cacciatore di pianeti della Nasa, il satellite Tess — acronimo di Transiting Exoplanet Survey Satellite. Scattata nelle prime fasi della sua missione scientifica, include un brillante ritratto del cielo australe. Si tratta della prima di una lunga serie di immagini che aiuteranno a scoprire nuovi pianeti al di fuori del Sistema Solare. «In un mare di stelle che pullulano di nuovi mondi, Tess sta lanciando una grande rete e riporterà un’abbondanza di pianeti molto promettenti per ulteriori studi», afferma Paul Hertz, direttore della divisione di astrofisica al quartier generale della Nasa a Washington. «Questa prima immagine mostra le capacità delle camere di Tess e indica che la missione realizzerà il suo incredibile potenziale nella ricerca di un’altra Terra».

Il satellite Tess ha impiegato 30 minuti per acquisire l’immagine con tutte e quattro le camere, lo scorso 7 agosto: nello scatto ha incluso parti di una dozzina di costellazioni (da quella del Capricorno a quella del Pittore) ed entrambe le galassie a noi più vicine, la Piccola e la Grande Nube di Magellano. Il puntino luminoso sopra la Piccola Nube di Magellano è l’ammasso globulare NGC 104, formato da centinaia di migliaia di stelle. Due stelle (Beta Gruis e R Doradus) appaiono così luminose da aver saturato l’intera colonna di pixel dei rivelatori della seconda e della quarta camera di Tess, generando così lunghi picchi di luce. Come spiega George Ricker, responsabile scientifico di Tess presso il Massachusetts Institute of Technology (Mit), «questa porzione dell’emisfero meridionale del cielo comprende più di una dozzina di stelle che sappiamo avere pianeti in transito, come dimostrato da studi precedenti condotti dagli osservatori a terra».

In orbita dallo scorso aprile, Tess è destinato a cercare, su oltre 200mila stelle, l’ombra lasciata dai loro pianeti, alla ricerca di sosia della Terra che potrebbero essere «abitabili». Dopo due rinvii dovuti a problemi tecnici, è stato lanciato dalla base di Cape Canaveral in Florida con il razzo Falcon 9 della SpaceX. Progettato e costruito dal Mit, è guidato da George Ricker: è grande poco più di un frigorifero e nei prossimi due anni è destinato fare una sorta di «scansione» del cielo grazie a un innovativo sistema di quattro fotocamere ad ampio spettro, che riescono a rilevare anche la luce proveniente dalle stelle più piccole e deboli, come le nane rosse.

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