Add to favourites
News Local and Global in your language
19th of October 2018

Sport



Nazionale, cambiano allenatori e attaccanti ma l'Italia non segna più

FIRENZE - Le goleade sono cose che si perdono nella notte dei tempi, cose da anni Venti". E' vero, ma gli azzurri stanno esagerando. Nelle ultime 14 partite hanno segnato più di un gol soltanto all'Arabia Saudita. L'aforisma fu dunque profetico. Appartiene a Gian Piero Ventura, all'epoca ct della Nazionale e oggi neo allenatore del Chievo. Lo pronunciò nel giugno 2017, alla vigilia della partita di Udine contro il Liechtenstein per le qualificazioni al Mondiale, e non poteva immaginare quanto fosse realistico il fosco vaticinio: dopo quel 5-0, non soltanto l'Italia non sarebbe riuscita ad andare in Russia, ma avrebbe cominciato a usare il contagocce sotto porta. L'1-1 di Genova con l'Ucraina è la conferma di una tendenza che si è fatta abitudine: dato lo sperpero di tante occasioni da gol, per il vantaggio provvisorio è servita una papera del portiere ucraino Pyatov su tiro da fuori di Bernardeschi. La pioggia è stata complice del tiratore, anche se ha compensato un po' di sfortuna negli assalti precedenti.

rep Approfondimento Il commento di Gianni Mura: la migliore Italia con questo ct, ma che fatica trovare il gol di GIANNI MURA UN DATO IMPIETOSO - La statistica è crudele e coinvolge suo malgrado Mancini, il successore di Ventura: un ex grande attaccante, che ha ereditato gli stenti dell'attacco. Proprio il suddetto 5-0 casalingo col Liechtenstein, esattamente 16 mesi fa, è stata infatti l'ultima volta in cui gli azzurri sono riusciti a segnare più di un gol agli avversari, con l'eccezione appunto dell'amichevole del maggio scorso con l'Arabia Saudita (2-1), debutto di Mancini ct ed effimero ritorno di Balotelli in Nazionale e al gol. Tra l'altro l'Italia faticò a scardinare pure la difesa dei semidilettanti del Liechtenstein: il primo tempo si chiuse sull'1-0, un'invenzione di Insigne. E contro i semiprofessionisti dell'Arabia, dopo il colpo da fuori area di Balotelli, il raddoppio di Belotti arrivò soltanto nella ripresa, prima del sussulto finale degli arabi. Non sono numeri compatibili con la storia della Nazionale.

in riproduzione....

Condividi     L'IMPERATIVO DEL CT  - Se si vuole sintetizzare il concetto, l'Italia ormai punge davvero solo gli avversari più scarsi. Per ritrovare una serata generosa contro rivali di livello alto, bisogna indietreggiare fino al 7 giugno 2017, con l'amichevole di Nizza contro l'Uruguay (3-0, su autorete iniziale e arrotondamento nel finale di Eder e De Rossi su rigore) e al picco tecnico dell'era Ventura, il 2-1 del marzo 2017 in casa dell'Olanda, firmato nel primo tempo da Eder e Bonucci. Ma si trattava di amichevoli. Il 2-0 alla Spagna (Chiellini e Pellè) dell'Europeo 2016, con Conte in panchina, rappresenta perciò l'ultima vera stoccata a una squadra di prima fascia. Da allora sono passati quasi due anni e mezzo e non può essere questione di commissari tecnici. Poiché sono stati ruotati quasi tutti gli attaccanti possibili, molti dei quali nei loro club i gol li segnano anche contro difensori più forti di quelli che hanno affrontato in questi mesi con la maglia azzurra addosso, il problema è evidentemente un altro. La concentrazione, quando giocano con la Nazionale, non è la stessa e Mancini lo ha rilevato proprio all’inizio di questo raduno: "Qui bisogna dare più del 70 per cento, non ci si può accontentare".

Nazionale Italia-Ucraina 1-1: segna Bernardeschi, ma gli azzurri non sanno più vincere di DIEGO COSTA UN VERO NUEVE - A Marassi il ct la concentrazione l'ha vista e per questo, almeno per il momento, ha scelto la linea morbida: "Bisogna essere più incisivi". Contro l'Ucraina ha battezzato l'attacco senza un centravanti di ruolo: i tre davanti – Insigne, Bernardeschi e Chiesa – hanno occupato a turno lo spazio più centrale, senza offrire punti di riferimento alla difesa della squadra di Shevchenko. Si è trattato di una specie di riadattamento della tattica spagnola del falso nueve e l’esperimento in fondo ha funzionato, perché i tiri in porta sono stati più frequenti del solito. Ma il ct non considera prioritaria tanto la formula, quanto la concretezza degli attaccanti. Da massimo esperto in materia, si è addentrato nel particolare: "Chiesa deve ancora acquisire la voglia del gol, che Insigne e Bernardeschi hanno già. Poi, se c’è un centravanti che i gol li fa, lo mettiamo". Significa che l’assenza di una punta implacabile pesa. Domenica in Polonia, in un duello già decisivo per evitare la retrocessione nella serie B della Nations League, Mancini dovrà decidere se tornare allo schieramento con un centravanti classico, nello specifico Immobile, e valutare l’inserimento di Giovinco, magari a partita in corso. Anche l'ultimo arrivato Lasagna spera in uno spezzone, per l'esordio. A casa sono rimasti El Shaarawy, Belotti e Balotelli. Ci sono tornati per infortunio Cutrone e Zaza, dopo breve apparizione a Coverciano. Il milanista ha un mese per riconquistare la convocazione. La ricerca del vero nueve è la questione più impellente per la Nazionale.

Read More




Leave A Comment

More News

Repubblica.it > Sport

Goal.com News - Italiano

Sky Sport - Sky.it

IlGiornale.it - Sport

Il Sole 24 ORE - Notizie

Corriere.it - Sport

Disclaimer and Notice:WorldProNews.com is not the owner of these news or any information published on this site.