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18th of January 2018

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Isis, la soffiata olandese evita una strage in Italia: arrestato questo terrorista, dove stava per colpire

Un lupo solitario, pronto a colpire e ad immolarsi per l'Isis, arrestato a Genvoa. La polizia ha infatti concluso la prima tranche di un’importante operazione, denominata Over the web, con cui la Digos e il Servizio contrasto dell’estremismo e del terrorismo esterno della Dcpp/Ucigos ritengono di aver individuato a Genova un estremista di origine marocchina pronto a mobilitarsi per la causa dello Stato islamico. Questa fase dell’operazione, diretta dalla Dda di Genova in raccordo con la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, è culminata con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del capoluogo ligure nei confronti del 39enne Nabil Benamir per il reato di appartenenza all’organizzazione terroristica dello Stato islamico.

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L’individuazione e l’arresto di Nabil Benamir - da alcuni mesi detenuto nel carcere di Genova per i reati di lesioni dolose e maltrattamenti nei confronti della sua ex compagna - sono il risultato del lavoro di un network investigativo internazionale, nel cui contesto gli uffici antiterrorismo della polizia di Stato hanno raccordato i contributi dell’Aisi, della polizia olandese, di Europol e dell’Fbi. L’indagine è partita il giugno scorso, quando la nostra intelligence aveva acquisito informazioni su Benamir, allora sconosciuto all’antiterrorismo, quale "esponente di rilievo" dell’Isis, ritornato in Europa "con l’obiettivo di addestrare altri membri dello Stato islamico alla fabbricazione e all’utilizzo di esplosivi". L’individuazione nel nostro Paese dell’estremista risale all’inizio del mese di agosto, quando un equipaggio della Volante soccorse a Genova una ragazza incinta, poi rivelatasi la compagna di Benamir, vittima delle sue violenze e dopo poco arrestato dalla polizia.

Il provvedimento della magistratura ligure giunge all’esito dell’analisi della memoria dello smartphone e dei dati di Benamir sulle reti sociali che hanno corroborato le iniziali acquisizioni di intelligence ed evidenziato l’elevato livello di pericolosità del 39enne. Insieme a istruzioni per azionare ordigni esplosivi con vecchi cellulari, uno dei quali in suo possesso, sono stati infatti trovati video di azioni suicide e testamenti di attentatori prima di immolarsi, oltre a tracce di comunicazioni effettuate tramite WhatsApp che lasciano supporre l’esistenza di un ’mandatò che l’indagato avrebbe dovuto assolvere in Italia.

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