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22nd of July 2018

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Csm, la svolta manettara: magistratura democratica a pezzi, ma... Trionfa il "grillino" Davigo

Il governo del cambiamento si fa sentire anche tra i giudici. Già, perché il Consiglio superiore della magistratura, l'organo di autogoverno delle toghe, svolta in modo deciso verso destra. O meglio, svolta verso il giallo dei Cinque Stelle. Un vero e proprio ribaltone: in Cassazione, dove si conquistano i due seggi più prestigiosi e autorevoli, sconfitte le correnti di centro (Unicost) e sinistra (Magistratura democratica e Movimento per la giustizia).

Leggi anche: Bonafede "caccia" le toghe rosse dalla magistratura

Nel dettaglio, fa il pieno di voti Piercamillo Davigo, ex pm di Mani Pulite. Partito come outsider a capo della corrente Autonomia e Indipendenza, ha ottenuto 2522 voti ed è il primo degli eletti. Il secondo seggio va a Loredana Micciché di Magistratura Indipendente, corrente tradizionalmente più conservatrice, con 1761 preferenze. Restano fuori i candidati di Unicost Carmelo Celentano (1714 voti) e di Magistratura democratica Rita Sanlorenzo, ferma a 1528 preferenze.

Insomma, le due correnti che la spuntano sono quelle più dialoganti con la maggioranza M5s-Lega. Si tratta delle due correnti che nella fase più critica delle recenti consultazioni rifiutarono di sottoscrivere un documento di solidarietà nei confronti di Sergio Mattarella quando Luigi Di Maio aveva annunciato l'intenzione di volerne chiedere la messa in stato di accusa al Parlamento.

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