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18th of July 2018

Cultura



I «Libri Corsari» di Solferino Qui (ri)comincia l’avventura

 Un’illustrazione di Margherita Travaglia per «Arrivano i fratelli Hood» Un’illustrazione di Margherita Travaglia per «Arrivano i fratelli Hood» Un’illustrazione di Margherita Travaglia per «Arrivano i fratelli Hood»

Che fine ha fatto l’avventura? La domanda sorge spontanea scorrendo le classifiche dei libri per ragazzi più venduti in Italia: tra i bestseller si trovano favole per la buonanotte, diari di monelli, libri-gioco, saghe fantasy ma di romanzi d’avventura neanche l’ombra. L’occasione di rifarsi arriva adesso con i «Libri Corsari», la nuova collana per i lettori giovanissimi dell’editrice Solferino. La serie, curata da Pierdomenico Baccalario, ha un sottotitolo programmatico: «Piccole storie fuori rotta».

«Polvere nera» di Miriam Dubini, illustrazioni di Elisa Macellari «Polvere nera» di Miriam Dubini, illustrazioni di Elisa Macellari Spiega Baccalario: «La scommessa è di uscire un po’ dalle rotte del solitamente raccontato. Puntare su momenti meno conosciuti della storia o su luoghi meno frequentati dalla letteratura di genere, o comunque, di farlo con punti di vista diversi». Aprono tre titoli diversissimi tra loro per temi, ambientazione, personaggi. Che hanno in comune, però, il fatto di mettere l’avventura davanti a tutto. Si va dall’esotismo della Cina del XIII secolo in Polvere nera di Miriam Dubini all’epopea dei viaggi per mare sulle rotte dell’esploratore James Cook con Il terribile testamento di Jeremy Hopperton di Davide Morosinotto, fino alla Guerra civile americana che è lo scenario di Arrivano i fratelli Hood di Guido Sgardoli. Tutti pensati per lettori della fascia intorno agli 8-9 anni, i volumi sono disponibili in libreria (a 10 euro ciascuno).

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Le storie corsare nascono dalla fantasia; le fonti d’ispirazione sono i grandi romanzieri d’avventura ottocenteschi così come i diari di esplorazioni e le memorie di viaggio di autori del passato o contemporanei.

« Arrivano i fratelli Hood» di Guido Sgardoli; illustrazioni di Margherita Travaglia « Arrivano i fratelli Hood» di Guido Sgardoli; illustrazioni di Margherita Travaglia «Nel romanzo Polvere nera c’è Marco Polo e c’è il Gran Khan ma il racconto segue le vicende di una ragazzina cinese che cerca il padre pensandolo rapito». Un’altra intrepida ragazzina, Carrie, ne Il terribile testamento viaggia a bordo di una nave, travestita da uomo, fino ai confini del mondo conosciuto per scoprire una terribile verità. Frank e Jess Hood, invece, sono i due fratelli che organizzano una banda di ragazzi per porre fine alle angherie di un tenente dell’esercito nordista. La volontà è di mantenere un certo equilibrio tra storie con protagonisti maschili e femminili.

«Il terribile testamento di Jeremy Hopperton», di Davide Morosinott; illustrazioni di Ombretta Tavano «Il terribile testamento di Jeremy Hopperton», di Davide Morosinott; illustrazioni di Ombretta Tavano Oltre alle trame originali un aspetto innovativo della collana riguarda il formato del racconto. Spiega il curatore: «Le nostre avventure sono brevi; sviluppano il tema e l’esotismo dei grandi libri di Kipling, Verne, perché no?, di autori contemporanei come Clive Cussler o Wilbur Smith, ma con un passo di scrittura più rapido, veloce, a volte forsennato». Sono volumi che stanno al di sotto delle cento pagine, una misura che di solito funziona molto con i libri comici. L’obiettivo rispetto al giovane lettore è duplice: da un lato metterlo a suo agio, invitarlo a entrare nell’avventura; dall’altro far sì che sia nelle condizioni di «dominare» il libro, non di sentirsi schiacciato dal numero di pagine e dalla complessità della storia. «Soltanto così — aggiunge Baccalario — finita un’avventura in poche ore, può accadere che i lettori dicano: mica male, ne voglio un’altra».

 Un’illustrazione da «Il terribile testamento di Jeremy Hopperton» Un’illustrazione da «Il terribile testamento di Jeremy Hopperton»

La letteratura d’avventura ha alcune caratteristiche che la rendono interessante per un lettore in erba ovvero la trama va collocata da qualche parte e in qualche tempo e, quindi, la vicenda narrata può veicolare nozioni di storia e di geografia. Per questi titoli e per quelli a seguire, l’ambientazione è per lo più il passato: «L’avventura deve avere un che di perduto, per farti venire voglia di viverla», avverte Baccalario. E quali caratteristiche deve avere oggi un libro di avventura? «Essere divertente — spiega — e palpitante. Deve avere un buon ritmo di suspense e surprise. La suspense opera verso il futuro della storia (succederà qualcosa che non ti aspettavi); la surprise verso il passato (ti dico qualcosa che non credevi che fosse così)».

Una tavola da «Polvere nera»Una tavola da «Polvere nera»I nipotini contemporanei di Dumas, Verne e Defoe in questa prima tornata di titoli se la cavano alla grande miscelando e bilanciando l’una e l’altra, e con anche un pizzico di umorismo, fraintendimenti e voglia di giustizia. Tutto senza trucchi, senza magia, senza superpoteri. «L’avventura convive bene con la magia ma stavolta abbiamo dato spazio a una sana, crudele e immaginifica avventura», aggiunge Baccalario, che sarà anche autore di una storia (sullo zar Nicola II di ritorno dal Giappone lungo la transiberiana). A fare la loro parte sono anche le illustrazioni ricche, dettagliate, suggestive. Che, come nei più classici romanzi d’avventura, sono a pagina intera. Completano il volume un glossario e un testo di Baccalario sull’attualità del tema narrato. Per i lettori appassionati ed esigenti il gioco è anche dare la caccia a dettagli e citazioni nascoste.

Pronti a partire? Un consiglio finale è cominciare dall’ultimissima pagina: qui è riportata la mappa del mondo con una «X», un simbolo che da R. L. Stevenson in poi indica dove si trova un tesoro nascosto e che, nei «Libri Corsari», mostra il luogo esatto dove comincia l’avventura.

6 luglio 2018 (modifica il 8 luglio 2018 | 21:01)

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